E se la soluzione del Problema di Dirichelet stesse in un origami? Ci hanno pensato al Dipartimento di Matematica dell’UniFi “U. Dini”. I ricercatori, i cui risultati sono stati pubblicati su  “Notices of the American Mathematical Society”, si sono ispirati all’antica arte giapponese di piegare la carta per creare oggetti matematici in grado di risolvere complessi problemi matematici.

Paolo Marcellini ed Emanuele Paolini, del Dipartimento di Matematica “Ulisse Dini”
, hanno messo in luce un nuovo metodo per la risoluzione di un complesso sistema differenziale alle derivate parziali, che trae origine dalla modellizzazione di alcuni fenomeni di elasticità non lineare.

Lo studio – svolto in collaborazione con ricercatori della Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (Svizzera) – si è guadagnato la copertina delle Notices of the American Mathematical Society, la rivista scientifica a più alta diffusione internazionale nel settore della matematica ed è visibile sul sito dell’American Mathematical Society [Bernard Dacorogna, Paolo Marcellini, Emanuele Paolini, “Origami and Partial Differential Equations http://www.ams.org/notices/201005/].

“Una volta trasformata la piega di un foglio di carta in un oggetto matematico, e precisamente una mappa in R^2 a valori vettoriali – spiega Paolo Marcellini, ordinario di Analisi matematica – è breve, e naturale in matematica, il passo di pensare (e costruire) origami a tre o più dimensioni”.

(estratto da “intoscana.it” – vai alla fonte originale)